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#01 – Tuttecose

update giugno 2020

Ho deciso di pubblicare anche qui sul sito quanto fatto su Instagram in questi mesi.

PARTE UNO (di 2)


PRIQUEL è la mia scusa per farvi vedere tutto quello che ho combinato ma soprattutto per raccontarmi di nuovo le cose che ho vissuto e tutte le idee che mi sono venute in mente in questi ultimi mesi.⁠

Quella con Deborah è stata la prima volta che ho fatto foto con la voglia di fare qualcosa di diverso. Avevo bisogno di un cambiamento e ricordo di aver pensato di partire con la cosa più semplice ed evidente: togliere i colori.⁠

A me il bianco e nero ha sempre fatto cagare.

Quando i clienti mi chiedevano “ma mi puoi fare qualche foto in bianco e nero che sossemprebelle?” avevo una gran voglia di mettermi in un angolo e vomitare.⁠
Quindi io che inizio a scattare in bianco e nero è davvero tanta roba.⁠
L’ho fatto perchè volevo concentrarmi sulle forme, sui volumi, sulle ombre, su tutte quelle cose che urlano “presente” nel senso di qui e adesso ma anche inteso come “ci sono” e “sono con te”.⁠

E’ ormai un bel po’ di tempo che ripeto che il quotidiano ha una sua dignità fotografica che spesso fingiamo di non vedere. Tutto è fotografabile, ogni istante, ogni momento. Ogni volta che sembra che non succeda nulla in realtà è solo la quiete prima dell’emozione e quel momento, quello che anticipa il “bello”, non si puo’ costruire e non si può prevedere.⁠
Che sola, eh?⁠

In questo servizio è iniziata la mia battaglia personale.⁠
Io non voglio più perdere nulla.⁠

Avete presente Gandalf nel Signore degli Anelli? ⁠
L’unico modo per passare è passarmi attraverso.⁠

E questo sono io, che vivo tutto ciò che ho intorno e ti fotografo persa nel telefono o mentre giochi con il cane prima di farti la doccia per andare a lavoro.⁠

La doccia la pubblico la prossima volta.⁠
Magari in fascia protetta.⁠

PARTE DUE (di 2)


E’ passata la mezzanotte quindi, forti della fascia protetta, è il momento di vedere Deborah che si fa la doccia.⁠

Fine. Sigla e titoli di coda.⁠

In realtà ci sono parecchie cose che vorrei dire iniziando dal sottolineare la mia capacità di includere bottiglie d’acqua in quasi tutte le mie foto. Posso fare dei corsi se volete eh?⁠

CIAVETERAGGIONELAPOTEVOSPOSTA’⁠

Avanti il prossimo.⁠

Mentre faccio foto dentro di me c’è una scena ben precisa: una riunione di condominio in cui 140 condomini parlano contemporaneamente.⁠
Si va dal furto dei nani della signora al secondo piano per arrivare al cesso (inteso come tazza) che qualcuno ha forse erroneamente messo nel bidone della plastica. ⁠

Un cesso incastrato dentro un bidone è un problema serio.⁠
Non si può fare finta di niente.⁠

Tutta questo “ambaradan” accade mentre provo a costruire un dialogo con la persona che ho davanti senza sembrare uno con dei problemi. E pure gravi.⁠

Quindi sono là con Deborah che faccio foto “tralalà” e poi dentro di me inizia la riunione:⁠
“dai non vedi che è buia, non c’è più luce dai, accendi sto cazzo di flash oh. Poi le foto con il flesc sono belle, sono trendi. Se fai flesc sei fotografo vero”⁠

Si alza Luigi, il professore del terzo piano “si ma vi ricordo che avevamo detto che avremmo fatto foto in luce naturale eh. Ho qui il verbale della riunione scorsa e cito – in luce naturale ET bianco e nero – non possiamo modificare quanto deciso senza una nuova votazione unanime”.⁠

Insomma nella mia testa si discute un sacco e tutte le riunioni di condominio finiscono con la stessa frase: “bho vediamo. Dai non litigate. Organizziamo una cena in bianco?”⁠

Che palle, avevo altre cose da scrivere ma sta diventando il post più lungo nella storia di Instagram quindi sigla.⁠

*SIGLA*⁠
*APPLAUSI FINTI*⁠

discleimer-> in queste foto sono presenti delle tette e delle natiche sapientemente censurate con delle foto che ho fatto a Firenze al sempre belloh Museo degli Uffizi.⁠

fine

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