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#02 – Golden Auar

update giugno 2020

Ho deciso di pubblicare anche qui sul sito quanto fatto su Instagram in questi mesi.

 

PARTE UNO (di 4)

Riassunto puntate precedenti: io che decido di scattare tutto in b/n, io che decido di vivere ogni momento prima di raccontarlo e soprattutto io che metto continuamente in dubbio ogni cosa che ho deciso. SIGLAMAESTRO! zunzunzunzun-fine.⁠

Nell’episodio di oggi: Federica <3⁠

*respirare* Ad un certo punto mi sono detto “quando posso iniziare a scattare?”. C’è qualcuno, un notaio con i baffetti, un giudice, la polyzia che possa dire “ok vai”?.⁠
Sembra il solito discorso assurdo ma mettetevi nei miei panni.⁠

Dopo le foto con Deborah (cap1) avevo finalmente capito cosa volevo fare: togliere le foto dal centro della mia vita. Per oltre 10 anni tutto ha ruotato intorno alla fotografia ma ormai quel perno era marcio, arrugginito e cigolava un sacco tipo – GNIIIIIIIK- ed ogni volta che facevo altre foto era solo -GNIIIIIIK – che non riuscivo a pensare, a criticarmi e sentivo solo – GNIIIIIK- e dicevo “cazzo, che bella musica”.⁠

Ho subìto mio malgrado un’operazione bella violenta che mi ha lasciato un buco dentro, proprio al centro ed ora sono davvero contento. Dovrei dirvi che sono stato bravo a mettermi IO al centro ma in realtà ci sono scivolato dentro e mentre scivolavo mi sembrava di impazzire. Come quando sogni di cadere e poi OPLA’ cuscino-letto-pigiama a quadri.⁠

La fotografia non è più il centro del mio mondo, ora ci sono io e devo ancora capire se sono il salvatore della patria oppure il boss di fine livello.⁠

E’ buffo perchè ho sempre pensato che queste foto con Fede rappresentassero “l’inizio” ed invece mi rendo conto che sono il momento esatto in cui ho smesso.⁠
Ho smesso tante cose ma soprattutto di “andare a fare foto” come se andassi a funghi. ⁠
Che poi manco li so cucinare ‘sti cazzo di funghi.⁠

Da questo momento in poi è tutto da raccontare, tutto da condividere e tutto da vivere.⁠

Ok rifaccio la domanda: “quando posso iniziare?”⁠

-continua dopo i consigli per gli acquisti-⁠

PARTE DUE (di 4)


Ammetto che inizia a diventare complicato trovare sempre qualcosa da dire qui, nel podcast, al telefono con il commercialista, etc.⁠
Almeno qui su IG potrei non scrivere niente o, al massimo, un paio di emoji tipo “banana” e “occhialidasole”.⁠
MA per me lasciare il foglio in bianco è ILLEGALE.⁠

E’ come quando vuoi fare uno spuntino leggero, chessò due fragoline, poi apri il frigo e sei abbagliato dalla bellezza della COPPAMALU’ e sticazzi le fragoline.⁠

Quindi ecco a voi la “Coppa Malù”⁠

Dunque eravamo rimasti con questa scena in cui c’è una lapide gigante con scritto Giovanni Confalone Fotografo ⁠
Settembre 2009 – Luglio 2019.⁠
E dopo?⁠

In realtà non è cambiato molto, eh?⁠

La novità principale è che non so mai cosa rispondere alla domanda “che foto facciamo?”⁠
Vado in sbatti, inizio ad iperventilare, non so cosa fare e mi sembra il 1998 quando avevo la programmata di Storia ma comunque non studiavo un cazzo e mi avvicinavo alla cattedra mostrando sicurezza mentre dentro volevo morire male.⁠

Io non posso saperlo. Anzi non voglio saperlo.⁠

“Voglio raccontare la vita così come viene, mentre viene” è una delle frasi più intelligenti che mi sia mai uscita di bocca.⁠
Un po’ perchè ha quel vago riferimento porno che fa colpo sui giovani ma soprattutto perchè è ESATTAMENTE quello che sto cercando di fare da Luglio scorso.⁠

Un racconto.⁠
Perchè sia tutto un po’ più facile da ricordare.⁠

adesso ho voglia di CoppaMalù.⁠

PARTE TRE(di 4)


E niente alla fine ho ceduto al fascino irresistibile dello shooting via skype. ⁠
Proprio ME che non voglio mai fare quello che fanno “gli altri”. Proprio ME che ho detto chiaramente quello che penso di questa fotografia “a distanza” nella quarta puntata del mio podcast “UNA STORIA SEMPLICE” disponibile su Spotifai ed EppolMiusic – fine pubblicità -⁠

Prima che giudichiate il risultato ci tengo a dire, e non è una scusa, che abbiamo avuto enormi problemi di connessione. La linea era molto debole e le immagini arrivavano lente – infatti sono di Luglio.⁠

Federica è stata davvero brava a seguire le mie indicazioni blabla che il risultato è molto blabla ed anche i colori sono un sacco blablabla.⁠
Certo si puo’ sempre blablablabla ma devo dire che sono proprio molto bla.⁠

Bho. ⁠
Io ho sempre fotografato allo stesso modo dal 2016 in avanti. Soggetto in centro, foto orizzontali e poco movimento.⁠
Chissà perchè mi piaceva. C’è stato anche un periodo in cui ho iniziato a scattare più foto in verticale proprio PER instagram – madonna mi strapperei la faccia solo al pensiero.⁠

Adesso tutta questa voglia di fare, di raccontare, di esprimermi si è trasformata in un piccolo mantra: non-stare-fermo⁠

Tutti pensano sempre che il “viaggio” sia qualcosa di lontano.⁠
Dopo quanti km è considerato viaggio? A che distanza da casa?⁠

Per me “viaggio” è allungare le braccia più che posso.⁠
Tutto quello che non riesco a toccare con le mani segna l’inizio, il punto di partenza.⁠
Devo muovermi. Cambiare punto di vista. Scoprire nuovi lati di chi mi sta accanto.⁠
Quante cose iniziano con il movimento.⁠

Ah, di nuovo problemi di conness..⁠

PARTE QUATTRO (di 4)

 

Sono quasi emozionato eh.
1130 foto selezionate, divise in sequenze che più o meno filano. Censure creative a km 0 (usare mie foto per censurare mie foto – FATTO) e riferimenti sparsi ad un sacco di cose che mi piacciono.
Tutto racchiuso in un capitolo con un titolo preciso che puntualmente viene ignorato da quello che scrivo.
Ahh la felicità.
E’ un bicchiere di vino con un titolino la felicitàh!

Dai parliamo di GOLDEN AUAR.

Quando ho iniziato a fotografare facevo SOLO foto con il flash.
Nella mia mente c’era un processo logico molto lineare che faceva grossomodo così ( vado a memoria): IF
{
fotografare = scrivere con la luce;
}
THEN
{
luce naturale = penna di qualcun’altro;
}

Quindi grossissimo STICAZ*I alla disperata ricerca della luce.

La mia penna era un flash plasticoso che avevo sempre con me nello zaino ed il suo inchiostro non finiva mai (almeno finchè avevo 4 pile stilo cariche). Non capivo proprio questa passione per la luce naturale che si traduceva spesso in “mettiamoci qui davanti la finestrah” oppure in un gettonatissimo “facciamo foto al tramontoh”. La Golden Auar è quella lì.

Quella del sole che scende un po’ alla volta e del caldo che dovrebbe fare meno caldo ma che a volte fa caldo pure di notte.

L’ho cercata ed aspettata anche io un sacco di volte eh?

E tutti ti dicono che è bella, che è la migliore per fare foto in luce naturale.
Nessuno sottolinea mai un cosa: non dura un cazzo.
E’ come quando urli “oh vieni vieni che c’è il sole che sta tramontando dietro le montagne vieni a vedere quanto è b..” tempo di 1 parola ed è finita.
E’ davvero facile perdersela.
E mi piace perderla.

Mi piace essere preso da altro, in un momento che non subisca le leggi del tempo.
Quando sei preso, troppo preso, per renderti conto di quanto stia diventando buio e di quanto siano buie le foto che stai facendo.
Poi senti un rumore lontano e vedi i fari dei quads passare laggiù, sopra il letto del fiume.
E se alzi lo sguardo la notte è già lì, a 3 dita dalle montagne.
MADDAI come fa ad essere già COSI’ buio!

Mi sono perso un altro tramonto,sai?

fine.

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