Semplici racconti speciali

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Come mi sono avvicinato alla fotografia (NO SPOILER)

In principio c’era altro.

Mi piacerebbe raccontare di come per me la Fotografia sia stata da sempre una passione, magari tramandata da qualche parente (10 punti per la discendenza artistica).
La verità è che fin da piccolo ho avuto un sacco di passioni e fare foto non rientrava tra nessuna di queste.
In compenso leggevo manga, giocavo ai videogiochi, suonavo la chitarra e cantavo a “skuarciagolah” le canzoni degli Oasis. Dico davvero, non potete immaginare quanto fossi un fanboy degli Oasis.

Tutto bello ma esci le foto.

Ho incontrato la Fotografia per disperazione.
Ero depresso e stanco di una vita in cui non ci fosse mai modo di dire la mia. O meglio, non c’era nessuno ad ascoltarla.
Mi sono iscritto ad un corso base di Fotografia per poter conoscere gente con cui condividere qualcosa. In realtà mi sono trovato in dieci lezioni di “leggiamo a voce alta il manuale della fotocamera”.
Una versione analogica di Alexa, praticamente.

I corsi di fotografia hanno tutti quel limite lì. Si focalizzano sul mezzo e sulle tecniche.

Non ho mai trovato un corso, un workshop, un opuscolo che affrontasse i 4 temi che per me sono fondamentali nella fotografia ed in generale nell’espressione di sè:

  1. Incontro
  2. Ascolto
  3. Condivisione
  4. Racconto

Quattro semplici cose.
Di pulsanti magici, autofocus, scatto a raffica stile mitra russo e megapixels vari non me n’è mai fregato niente. Zero.

Per me la Fotografia è soprattutto possibilità.
Di realizzare un’idea.
Di incontrare altre persone.
Di conoscere le loro storie.
Di poterle raccontare.
Di non essere mai contento.
Di ricominciare tutto da capo.

Per mettere online questo sito ci ho messo due anni. Non perchè non fossi capace o non avessi tempo.
Non ero ancora pronto a ricominciare da capo.

Ora lo sono.

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