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Inequilibrio

Quando tutto rallenta mi guardo la pancia.
Non mi sento grasso o comunque non importa.
Sto cercando di capire dove cazzo sia finito il mio baricentro.

Il nome mi piace: baricentro. Mi ricorda molti locali dove sono stato in passato. Quasi tutti bar. Quasi tutti in centro.
Odio il concetto. Qualcosa di piccolo e quasi impercettibile che ti fa pagare caro ogni suo spostamento.

Il baricentro è un ricatto.

Sono tanti i modi in cui si può perdere l’equilibrio: uno scontro, una spinta o un sampietrino di Roma un po’ sollevato che non lo vedi finchè non ci lasci un piede.
Queste spinte esterne non mi fanno paura. Per quanto improvvise hai sempre uno spazio di reazione in cui poter mettere le mani avanti ed evitare di cadere di faccia. Attutisci un po’ il colpo o almeno ci provi. Ti lasciano una possibilità.

Il discorso è diverso quando il baricentro te lo sposta qualcosa da dentro.
A volte lentamente, logorandoti schiena e pensieri.
A volte di colpo. E’ come se qualcuno ti stringesse da dentro e ti tirasse via. Il cuore perde un colpo, forse anche due. Ti manca il respiro e con lui la forza di reagire.

Ti fai male.

Spesso la vita ci fa perdere l’equilibrio. Da fuori o da dentro.

Forse è questo il motivo per cui queste foto significano così tanto per me.
Vedere Federica muoversi con poco equilibrio sulle rocce del fiume mi dava la sensazione che anche lei, come me, avesse perso il suo baricentro.

 

 

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